Buon Anno scolastico 2006/2007
Il giorno 18 settembre, alla presenza delle autorità, dei docenti e degli alunni, è stato inaugurato ufficialmente l’anno scolastico 2006/07, anche se i ragazzi hanno cominciato a frequentare la scuola il giorno 14 settembre, ma causa la pioggia, la cerimonia è stata rinviata. Per l’occasione dopo gli interventi del Dirigente Scolastico, dell’ Assessore Nadia Magro Ghigliazza, in rappresentanza del Sindaco e del Vice Parroco don Giuseppe Pugliesi con la benedizione per il nuovo anno, si è proceduto con il canto dell’inno nazionale all’alza bandiera; come segno augurale di pace sono state liberate dagli alunni numerose colombe che hanno preso il volo tra gli applausi di tutti. Gli alunni della prima elementare hanno lanciato in cielo, ognuno un palloncino colorato con il proprio nome: auguriamoci che il percorso di ogni palloncino possa raggiungere quelle vette che ogni ragazzo desidera!
Prof. Pier Luigi FERRO
Alla festosa cerimonia hanno preso parte i 230 alunni che frequentano la scuola di via Vittorio Veneto ( 90 le elementari e 140 la secondaria di primo grado).
Il primo giorno di scuola, anche se non è più lo stesso per tutta l’Italia, ha mantenuto il suo fascino legato per gli adulti, ai ricordi dell’adolescenza e, per i più giovani, alla percezione che qualcosa di importante sta per incominciare quale: occasione di incontri, di scoperte, di attivazione delle proprie potenzialità.
Auguriamoci davvero che sia iniziato un percorso di crescita in cui i nostri alunni possano essere davvero protagonisti del loro sviluppo attraverso le opportunità che la scuola metterà loro a disposizione.
Con l’occasione dell’inaugurazione del nuovo anno scolastico, l’Assessore ha ricordato lo sforzo fatto dalla Amministrazione Comunale per mettere a norma l’edificio ( legge 626/94 sulla sicurezza) e per adeguare alcune aule all’aumento di alunni ( prima elementare),mentre il sottoscritto ha fornito alcuni suggerimenti per rendere lo studio più efficace e consapevole.
Si è ricordato che possiamo definire la Scuola una istituzione che tende ad essere una comunità di persone finalizzata ad elaborare e a trasmettere cultura ai giovani nel rispetto della loro personalità. Non dimentichiamo che la scuola può rimanere l’unica occasione non solo di vita comunitaria, ma di quella cosa strana, in parte faticosa, ma anche gratificante che ha accompagnato nei secoli la storia dell’uomo: lo studio. Non dimentichiamo che la scuola, come la vita, è anche fatica, attenzione, autorità, disciplina.
Fatte tutte queste considerazioni di ordine generale mi permetto di ricordare che la comunità civile affida alla scuola un compito fondamentale: assicurare il ”successo formativo” ad ogni allievo.
Ricordo che “successo formativo” non è la stessa cosa di successo scolastico; quest’ultimo vuol dire andare bene a scuola , cioè essere ammessi alla classe successiva, possibilmente con bei voti.
Il “successo formativo” è invece l’acquisizione da parte di ogni alunno di quello che gli serve per vivere in una società complessa in cui è destinato a vivere. Come sappiamo sono necessarie conoscenze solide (non solo bei voti in pagella) competenze sicure (saper fare), capacità di affrontare possibilmente risolvere i molteplici problemi che quotidianamente incontreranno; pertanto dovrebbero saper ragionare in termini critici senza cedere all’emotività o farsi imbrogliare dalla pubblicità del momento.
Se non acquisteranno questa cittadinanza attiva che permetterà loro di sapere, saper fare, saper essere, diventeranno sudditi manovrabili e constateranno di persona l’inutilità dei bei voti ricevuti a scuola.
Occorre pertanto ricordare ai docenti e ai genitori che il successo di qualunque tipo, è sempre la conseguenza di studio e fatica e sono convinto che un docente o un genitore che semplifica il percorso di studio o ne giustifica le debolezze e le negligenze non fa l’interesse dell’allievo o del figlio.
Fatte queste considerazioni, va comunque ribadito che essendo la scuola una comunità di persone, sta soprattutto nella qualità delle relazioni e dei contenuti che si coltivano, dei metodi che si adottano e dei fini che insieme si perseguono, la possibilità che diventi una comunità in cui ognuno possa sentirsi a suo agio.
Solo condividendo questi valori, tutti insieme, docenti, genitori e alunni, potremo dare alla nostra comunità scolastica una configurazione morale, giuridica e operativa funzionale che miri sempre alla promozione umana di tutti e di ciascuno.
In conclusione, questa mia comunicazione vuole essere una semplice riflessione, spero utile a tutti, oltre che l’occasione per augurare un Buon Anno Scolastico.